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Rough-Cut Capacity Planning: verifica l’MPS con l’RCCP

Le risorse critiche possono sostenere l'MPS? Individua i sovraccarichi con questo esempio RCCP, poi traduci il piano in una schedulazione attuabile.

Jussi Mäntylä Specialista in pianificazione della produzione, SkyPlanner Aggiornato 15 Ottobre 2026 14 min di lettura
In questo articolo
  1. Che cos’è il rough-cut capacity planning?
  2. Il ruolo dell’RCCP tra MPS, MRP, CRP e schedulazione
  3. Come calcolare i fabbisogni di capacità con l’RCCP
  4. Quale metodo RCCP scegliere?
  5. Esempio RCCP: una settimana con 19 ore macchina mancanti
  6. Dal sovraccarico alla decisione
  7. Perché superare la verifica RCCP non garantisce la puntualità delle consegne
  8. Dalle decisioni sulla capacità alla schedulazione con SkyPlanner
  9. KJH-Comp: oltre i carichi settimanali di massima
  10. Trasforma la prossima verifica della capacità in azioni concrete

Home » Risorse » Rough-Cut Capacity Planning: verifica l’MPS con l’RCCP

Tempo di lettura stimato: 11 minuti

Il piano principale di produzione indica che cosa si intende produrre. Il rough-cut capacity planning verifica se le risorse critiche sono in grado di sostenerlo. È un controllo importante, da svolgere prima che acquisti, produzione e vendite inizino ad agire sulla base di un piano che lo stabilimento non può realizzare.

Il rough-cut capacity planning (RCCP), o pianificazione grossolana della capacità, traduce le quantità di produzione pianificate in carichi sulle risorse chiave e li confronta con la capacità disponibile. Consente di decidere in anticipo se mantenere il piano principale, modificare quantità o date oppure aumentare la capacità disponibile.

Ma un carico settimanale bilanciato non basta a garantire una sequenza di operazioni attuabile. Una macchina può avere abbastanza ore nel complesso e non essere comunque disponibile quando serve per un ordine urgente. Usa l’RCCP per verificare la sostenibilità degli impegni produttivi, poi SkyPlanner APS per tradurre le attività necessarie in una schedulazione coordinata. Arcturus calcola i tempi in funzione delle risorse e delle priorità che hai definito; il diagramma di Gantt ne mostra gli effetti su produzione e consegne.

Che cos’è il rough-cut capacity planning?

L’RCCP verifica la capacità necessaria a realizzare il piano principale di produzione (MPS), concentrandosi sulle risorse che potrebbero impedirne l’attuazione. Può trattarsi di un gruppo di macchine che costituisce un collo di bottiglia, di una squadra specializzata nell’assemblaggio, di un forno o di una linea di produzione con capacità limitata.

La domanda centrale è precisa: per ogni periodo di pianificazione, quanta capacità di quella risorsa richiede l’MPS e quanta se ne può realisticamente mettere a disposizione?

Si parla di pianificazione «grossolana» perché non occorre mettere in sequenza ogni operazione per individuare uno squilibrio rilevante. Si selezionano le risorse critiche e si usa un modello semplificato dei relativi fabbisogni. L’RCCP è quindi utile quando c’è ancora tempo per modificare gli impegni produttivi, organizzare turni aggiuntivi o valutare il ricorso al conto lavoro.

Per molte aziende manifatturiere è utile suddividere il piano in periodi settimanali, ma l’RCCP non prevede un numero di settimane o mesi valido per tutti. Scegli un orizzonte che copra le decisioni da prendere e periodi che rendano visibili i sovraccarichi da risolvere. Gli interventi sulla capacità che richiedono tempi lunghi vanno decisi con maggiore anticipo rispetto a un turno di straordinario.

Il ruolo dell’RCCP tra MPS, MRP, CRP e schedulazione

Queste attività di pianificazione rispondono a domande diverse:

AttivitàDomanda principaleLivello di dettaglio tipico
Elaborazione del piano principale di produzioneQuali prodotti dobbiamo realizzare, in quali quantità e in quali periodi?Articoli inclusi nell’MPS e quantità di cui è previsto il completamento
Rough-cut capacity planningLe risorse chiave possono sostenere il piano principale?Carichi delle risorse critiche per periodo
Pianificazione dei fabbisogni di materiali (MRP)Quali materiali e componenti servono, e quando?Fabbisogni ricavati dalle strutture dei prodotti e dai dati di approvvigionamento
Pianificazione dei fabbisogni di capacità (CRP)Quale capacità richiede il piano dettagliato dei materiali?Fabbisogni più dettagliati per operazione e centro di lavoro
Schedulazione dettagliata della produzioneQuale operazione viene eseguita, dove e quando?Postazioni di lavoro, operazioni, turni, dipendenze e priorità delle operazioni

MPS e RCCP devono alimentarsi a vicenda in un processo iterativo. Se la verifica della capacità dà esito negativo, modifica il piano proposto o la capacità disponibile, poi ripeti il controllo. Non trasferire alle fasi successive un piano principale sovraccarico pensando che la schedulazione dettagliata possa creare le ore mancanti.

È importante anche il percorso inverso: quando la schedulazione dettagliata fa emergere un collo di bottiglia ricorrente, usa questa informazione per aggiornare le ipotesi sulla capacità. Una risorsa che non sembrava critica con il mix produttivo del trimestre precedente potrebbe dover rientrare nella prossima verifica RCCP.

Come calcolare i fabbisogni di capacità con l’RCCP

Parti dalle quantità di produzione dell’MPS, senza aggiungervi la domanda commerciale. Il piano principale dovrebbe già esprimere la decisione su quanto produrre. Conteggiare di nuovo la stessa domanda gonfia il carico.

Per un modello basato sulle ore:

Ore richieste alla risorsa = somma di (quantità MPS × ore della risorsa per unità), più eventuali ore di attrezzaggio modellate separatamente.

Esegui il calcolo per ogni risorsa selezionata e per ogni periodo. Confronta poi il risultato con la capacità, espressa nella stessa unità di misura:

Indice di carico della capacità = ore richieste ÷ ore disponibili × 100%.

Un indice superiore al 100% segnala un sovraccarico in base alle ipotesi adottate. Un indice inferiore al 100% indica che il carico totale rientra nella capacità disponibile, ma non dimostra che tutte le operazioni possano rispettare le rispettive scadenze.

Imposta il calcolo in cinque passaggi:

1. Scegli le risorse critiche. Includi le macchine, le competenze o le linee che possono limitare la possibilità di rispettare gli impegni. Evita un totale a livello di stabilimento che nasconda il sovraccarico di una risorsa dietro la capacità inutilizzata di un’altra.

2. Definisci i fabbisogni di risorse. Per ogni articolo dell’MPS, usa una distinta di capacità o un profilo delle risorse costruiti con criteri coerenti. Mantieni separate le ore macchina dalle ore di manodopera. Includi le lavorazioni dei componenti pertinenti, senza conteggiarle di nuovo altrove.

3. Colloca il carico nel periodo corretto. Se un’operazione critica deve essere eseguita prima della data prevista per il prodotto finito, anticipa di conseguenza il relativo fabbisogno. Altrimenti, un calcolo basato per comodità sulla settimana di completamento può nascondere una carenza di capacità in un periodo precedente.

4. Calcola una disponibilità realistica. Tieni conto del calendario di lavoro, del personale disponibile e dei fermi programmati. Applica in modo coerente gli eventuali correttivi per le perdite di rendimento, senza sottrarre due volte la stessa perdita.

5. Esamina gli scostamenti e ricalcola il piano. Registra l’intervento proposto, la risorsa e il periodo su cui incide e il carico aggiornato. Un sovraccarico per cui non è stata concordata una soluzione resta un sovraccarico.

Se per la linea è più adatta una pianificazione in unità prodotte, usa invece un confronto basato sul ritmo produttivo: unità pianificate rispetto alle unità realizzabili per periodo. Assicurati che il ritmo considerato rifletta il mix produttivo: prodotti diversi non possono sempre essere trattati come pezzi intercambiabili.

Quale metodo RCCP scegliere?

Tre approcci diffusi offrono diversi compromessi tra semplicità e precisione nella rappresentazione del carico:

  • La pianificazione della capacità mediante fattori globali (CPOF) converte l’MPS in un carico di lavoro totale, poi lo distribuisce tra le risorse in base alle proporzioni storiche. È un’approssimazione rapida, ma se il mix produttivo cambia, le proporzioni storiche possono risultare fuorvianti.
  • Le distinte di capacità specificano le ore necessarie sulle risorse critiche per ciascun prodotto. Mostrano perché due piani principali con la stessa quantità totale possono generare colli di bottiglia molto diversi.
  • I profili delle risorse distribuiscono inoltre questi fabbisogni nel tempo, applicando anticipi basati sui tempi di attraversamento. Aiutano a individuare le operazioni critiche che devono essere eseguite in un periodo precedente al completamento del prodotto finito.

Usa il modello più semplice che consenta comunque di capire quale decisione prendere. Il calcolo basato sulla distinta di capacità è un utile punto di partenza quando i prodotti generano carichi diversi sulle risorse condivise. Aggiungi gli anticipi temporali quando il ciclo di lavorazione si estende su più periodi di pianificazione.

Esempio RCCP: una settimana con 19 ore macchina mancanti

Immagina un’azienda che produce due gruppi pompa, A e B. Entrambi utilizzano lo stesso gruppo di macchine utensili e la stessa squadra di assemblaggio. In questo esempio semplificato, le lavorazioni critiche ricadono nella stessa settimana del completamento e i tempi per unità comprendono già la quota di attrezzaggio ipotizzata.

ProdottoOre macchina per unitàOre di manodopera di assemblaggio per unitàMPS settimana 1MPS settimana 2MPS settimana 3
A0,400,25120180100
B0,750,508010080

Il gruppo di lavorazione meccanica dispone di due macchine. Ogni macchina lavora su due turni di otto ore al giorno per cinque giorni. La capacità programmata è di 2 macchine × 2 turni al giorno × 8 ore per turno × 5 giorni = 160 ore macchina. Applicando un fattore di pianificazione dell’80%, si ottengono 128 ore macchina utilizzabili alla settimana. In questo caso il fattore tiene già conto delle perdite di capacità previste, che quindi non vengono sottratte una seconda volta.

La squadra di assemblaggio dispone di 96 ore di manodopera a settimana, calcolate separatamente in base al personale e al relativo calendario di lavoro.

Nella settimana 2, le lavorazioni alle macchine richiedono:

(180 × 0,40) + (100 × 0,75) = 147 ore macchina.

Sono 19 ore in più rispetto alle 128 disponibili, con un indice di carico della capacità del 114,8%, arrotondato a una cifra decimale.

Risorsa criticaOre disponibili a settimanaOre necessarie nella settimana 1Ore necessarie nella settimana 2Ore necessarie nella settimana 3
Gruppo di macchine utensili128108147100
Squadra di assemblaggio96709565

Il carico di assemblaggio rientra nella capacità disponibile in tutte le settimane, ma le ore di manodopera libere non possono sostituire le ore macchina. Neppure la capacità macchina libera nella settimana 3 permette di rispettare una consegna prevista per la settimana 2, a meno di modificarne la data.

Dal sovraccarico alla decisione

Una possibilità è rendere disponibili 19 ore macchina utilizzabili in più nella settimana 2. Occorre verificarne i costi e il fabbisogno di personale, ma l’intervento sulla capacità è chiaro.

Un’altra possibilità è produrre 50 unità di A nella settimana 1 anziché nella settimana 2. In questo modo si anticipano 20 ore macchina e 12,5 ore di manodopera per l’assemblaggio:

Risorsa criticaCarico rivisto della settimana 1Carico rivisto della settimana 2Capacità settimanale
Gruppo di macchine utensili128127128
Squadra di assemblaggio82,582,596

L’MPS rivisto prevede per A: 170, 130, 100; per B restano 80, 100, 80. La produzione totale nelle tre settimane non cambia. In questo modello il sovraccarico scompare, ma nella settimana 1 le macchine utensili non hanno alcun margine residuo oltre alle perdite già considerate nel calcolo della capacità.

Anticipare la produzione è quindi una scelta aziendale, non una soluzione a costo zero. Servono materiali disponibili prima, spazio per stoccare gli assiemi e un prodotto la cui domanda e le cui specifiche giustifichino l’anticipo. Confronta questi costi con quelli degli straordinari, delle lavorazioni esterne o di una modifica concordata della consegna.

L’RCCP rende concrete le alternative. Non stabilisce quale impegno di consegna abbia più valore per la tua azienda.

Perché superare la verifica RCCP non garantisce la puntualità delle consegne

Nell’esempio rivisto, il carico rientra nella capacità settimanale di entrambe le risorse. Immagina però che il materiale per uno degli ordini della settimana 1 arrivi solo giovedì, mentre diversi altri ordini devono passare sullo stesso gruppo di macchine utensili prima dell’assemblaggio di venerdì.

Le 128 ore dell’intera settimana non equivalgono alle ore ancora disponibili dopo l’arrivo del materiale. A questo punto contano la sequenza delle operazioni, gli orari dei turni e il passaggio all’assemblaggio. Una verifica RCCP non può accertare la fattibilità di queste tempistiche basandosi solo sui totali.

Ecco quattro motivi per cui un piano con carichi e capacità in equilibrio può comunque non funzionare in produzione:

  • Tempistiche all’interno del periodo: più operazioni richiedono la stessa risorsa produttiva nello stesso giorno.
  • Dipendenze tra le operazioni: l’assemblaggio non può sfruttare la capacità libera finché le macchine utensili non hanno completato i pezzi necessari.
  • Idoneità delle risorse produttive: una macchina alternativa ha ore libere, ma non può eseguire l’operazione richiesta.
  • Cambiamenti delle condizioni: un ritardo dei materiali, un guasto o un ordine urgente modifica il piano dopo la verifica.

È il momento di passare dalla verifica aggregata alla schedulazione a capacità finita. Usa l’RCCP per decidere inizialmente quali impegni assumere e un programma dettagliato per verificare come le lavorazioni possano effettivamente incastrarsi tra loro.

Dalle decisioni sulla capacità alla schedulazione con SkyPlanner

SkyPlanner APS è il passo successivo consigliato quando i pianificatori dedicano il loro tempo a tradurre queste decisioni in sequenze di lavoro per le macchine, per poi rifarle a ogni cambiamento in produzione. Mantieni l’RCCP nel processo di pianificazione principale e usa SkyPlanner per la successiva schedulazione di dettaglio.

Mantieni il tuo ERP come fonte dei dati aziendali e di produzione. SkyPlanner si integra con qualsiasi ERP o MES tramite la sua REST API aperta e porta questi dati nella schedulazione della produzione, evitando al pianificatore di dover ricostruire ogni volta il programma a mano.

Definisci le postazioni di lavoro, le fasi di lavorazione, i turni, gli operatori e le priorità. Arcturus calcola il programma in base alla capacità, alle dipendenze e alle regole configurate. Se è abilitata la schedulazione che tiene conto dei materiali, anche la loro disponibilità e le forniture in arrivo influiscono sulle tempistiche. Nel diagramma di Gantt puoi vedere le operazioni risultanti e i loro collegamenti.

Nell’esempio delle pompe, il passo successivo è schedulare le quantità di produzione riviste e verificare quando terminano le lavorazioni meccaniche e l’assemblaggio. Se cambia la data di arrivo di un materiale, aggiorna le informazioni sulla fornitura e ricalcola il programma. La vista Gantt ti offre una base concreta per decidere se mantenere l’impegno di consegna, modificare le priorità o predisporre capacità aggiuntiva.

Questo riduce il lavoro di pianificazione proprio dove si ferma il calcolo RCCP: coordinare le lavorazioni sulle diverse risorse produttive e mantenerle coordinate al cambiare delle condizioni. Il pianificatore stabilisce le priorità; Arcturus calcola la schedulazione. Se le lavorazioni richieste continuano a non rientrare nelle scadenze, la decisione da prendere resta evidente, anziché essere nascosta da un totale settimanale in equilibrio.

KJH-Comp: oltre i carichi settimanali di massima

KJH-Comp, azienda finlandese che lavora la lamiera conto terzi, gestiva già i carichi settimanali di massima nel proprio ERP C9000 e nei fogli di calcolo. Il problema era il passaggio successivo: gli ordini dei clienti avevano scadenze in giorni precisi, ma i responsabili di reparto assegnavano ancora manualmente le operazioni alle macchine. Due responsabili dedicavano ciascuno almeno metà del proprio tempo alla schedulazione della capacità.

L’azienda ha mantenuto il proprio ERP e ha adottato SkyPlanner per la schedulazione a capacità finita. Nella testimonianza pubblicata, KJH-Comp descrive l’assegnazione automatica alle macchine, l’individuazione anticipata dei colli di bottiglia e la riduzione del lavoro manuale di schedulazione. La responsabilità della schedulazione è passata da due responsabili di reparto a uno solo, mentre l’altro è stato assegnato ad altre mansioni.

KJH-Comp riferisce che l’affidabilità delle consegne è passata da circa il 50% a punte del 98% nel 2026. È l’esperienza dell’azienda con la propria implementazione. Per chi svolge una verifica RCCP, l’aspetto rilevante è il divario operativo che è stato colmato: la visibilità sui carichi settimanali si è tradotta in lavoro quotidiano coordinato, anziché in altre sequenze che i responsabili di reparto devono costruire a mano.

Trasforma la prossima verifica della capacità in azioni concrete

Alla prossima revisione dell’MPS, individua la risorsa critica con il maggiore squilibrio tra carico e capacità. Concorda se spostare la produzione, aggiungere capacità utilizzabile o modificare l’impegno di consegna, quindi ricalcola il carico RCCP. Prima di rilasciare le lavorazioni riviste, verificane le tempistiche dettagliate rispetto alle altre operazioni e alla disponibilità dei materiali.

Usa SkyPlanner per rendere quest’ultimo passaggio più rapido e utile. Avvia una prova con dati dimostrativi per esplorare il processo di schedulazione, oppure prenota una demo dedicata al tuo collo di bottiglia, ai tuoi turni e ai tuoi impegni di consegna. Porta il piano di produzione che vuoi realizzare e scopri come Arcturus e il diagramma di Gantt ti aiutano a trasformarlo in un programma utilizzabile dal tuo team.

Jussi Mäntylä

Specialista in pianificazione della produzione, SkyPlanner

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